MUSICAL TORONTO REVIEW OF ‘THE FRESCOBALDI LEGACY’

 

Music critic John Terauds has written an extremely well informed review on ‘The Frescobaldi Legacy’.   As well as his authoritative comments, you get examples of the music (both originals and transcriptions), and a final comparision with piano legend Glenn Gould playing’s Casella’s ‘Due Ricercari sul nuome B.A.C.H. Read the article here:  http://www.musicaltoronto.org/2013/01/22/album-of-girolamo-frescobaldi-a-way-to-explore-moderns-attitudes-toward-baroque-music/

IL TIRRENO INTERVIEW – 23rd DECEMBER 2012

 

 

 

 

 

 

 

The pianist talks about being the artist of the Week on Radio Clásica Nacional Argentina, his Accademia de’Concerti and his next concert in his native village with a string of distinguished Italian and North American soloists.

VECCHIANO

A grand concert of Bartoli with Rossini.

Pisa. He has just been the Artist of the Week on Argentina’s Radio Clásica Nacional. His last concert, in Munich, was sold out and earned him four enthusiastic columns on the Süddeutsche Zeitung, Germany’s premier newspaper. Sandro Ivo Bartoli, the pianist from Pisa who is famous worldwide for his interpretations of early Twentieth Century Italian music, will return to his native Vecchiano on December 30th for a ‘Greetings Concert’ that the music association he directs, the Accademia de’Concerti, has organised. «The news from Argentina – he says – filled me with joy. My family has relations over there, and I know that classical music is very much appreciated. For me it has been a great honour to be their Artist of the Week, especially as, before me, that role has been awarded to many illustrious musicians: Rostropovitch, Julian Bream, Itzak Perlman… I hope I did not embarrass myself too much in the company of such luminaries!» The tribute from the Argentinian national radio came after Bartoli’s hectic recording and concert activity of the st few years. During 2011, the pianist has recorded five new CDs for Dutch label Brilliant Classics and American Company Parma Recordings, devoted for the most part to Italian music. «A musician lives in the theatre, and for this reason he is ephemeral: once the last note of a concert has died away, there is nothing left – only the memory of a musical moment. Recordings, on the other hand, remain. For t reason, I believe, they are very important indeed: they leave behind a tangible record of an interpretation.»  In Germany, where Maestro Bartoli is much appreciated, he played Liszt’s Totentanz, a work for which he claims a special affinity also for personal reasons. «Liszt sketched this masterpiece in Pisa, after he saw the fresco ‘The Triumph of Death’ in our monumental cemetery in the Field of Miracles. I also, when first confronted with the fresco, experienced a very profound emotion; but, as I have no talent for writing music, I have had to make do with playing Liszst’s work! Joking aside, I am very happy that Icould do it; it is almost like bringing a little piece of Pisa around the World. And, sooner or later, I would like to play the Totentanz also in Pisa, perhaps right in the Camposanto Monumentale.» Bartoli organised the ‘Greetings Concert’ at the Olimpia Theatre to greet the new year with music: «the Accademia de’Concerti was born especially to bring back art music in the historic theatres of Italy; the one in Vecchiano, although small, deserves to be revived. I played there recently, for the launch of my latest CD, and on that occasion several friends asked me to arrange something for Christmas. The Accademia had already planned a grand event at the Teatro della Rosa in Pontremoli, and with the help of numerous private sponsors we managed to bring the same programme here. It is a great satisfaction to be able to greet the Bew Year in the company of musicians such as trumpeter Andrea Dell’Ira, violinists Marco Fornaciari and Debra Fast, violist Anne Lokken, cellist Paolo Ognissanti and bassist Fabrizio Petrucci. It is a marvellous group and I am sure that, together, we will share the joy of music making with everybody who will want to keep us company on December 30th.» The programme includes Rossini’s Second Sonata for Strings, Paganini’s Carnival of Venice, Bazzini’s Round of the Goblins, Bellstedt’s Napoli, Liszt’s Malédiction concerto and Saint-Saens’ Septuor Op.65.

Umberto Padroni reviews “Liszt-Busoni: Transcriptions” on SUONO MAGAZINE

Liszt, Busoni
Transcriptions
Sandro Ivo Bartoli, pf.
Classica – Generica
Brilliant
catalogo: 94200
durata: 79’25
Anno di uscita: 2011
Recensito su Suono n° 454 del 7-2011
C’è chi definisce la revisione, la parafrasi, o la trascrizione per diverso ambito strumentale “musica al quadrato”, dato che il testo originale è sottoposto alla elevazione che, nell’alterazione, spesso ne potenzia in qualche modo la struttura. Nella maggior parte dei casi le attenzioni che i trascrittori rivolgono alla pagina originaria, animate dalle migliori intenzioni, sono accattivanti, e giungono, nei casi più fortunati, a rivelarne persino aspetti sottaciuti. Nel passato questa attività ebbe indiscutibili riflessi promozionali.Musica al quadrato; ma nel caso di questo brillante ricco CD pianistico di ottimo suono, sembra legittimo parlare di musica al cubo, quando i sei spartiti di mano di Franz Liszt (Études d’éxecution trascendante d’après Paganini, 1838, dedicati all’ingrata Clara Schumann) originati, giusto il titolo, da Capricci per violino solo di Paganini (1782-1840), sono stati affrontati, a loro volta, da Ferruccio Busoni (1866-1924), che nella sua opera sapiente, ne rivide il testo alla luce di una ricerca sullo strumento, che interessò senz’altro il tessuto musicale, ma anche la tecnica fino alla meccanica, e il “linguaggio”. (Franz Liszt accorse ad ascoltare Niccolò Paganini una prima volta a vent’anni; al termine della serata, galvanizzato e affascinato, mormorò che se fosse stato possibile realizzare sulla tastiera del pianoforte il prodigio virtuosistico appena udito, lui ci sarebbe riuscito).Segue la grandiosa trascrizione pianistica di Busoni (1897) operata sulla gigantesca Fantasia e fuga (Ad nos ad salutarem undam, 1850) su un tema tratto dal Profeta di Meyerbeer, che Liszt compose per organo. Completano il CD la Rapsodia Ungherese n.19 e il Mephisto Waltz n.1 “Der Tanz in der Dorfschenke”trascritto dalle composizioni orchestrali per il Faust di Nikolaus Lenau.Sandro Ivo Bartoli integra con una tastiera eloquente e di colori smaltati l’arte dei suoi due grandi mentori.Umberto Padroni

Gian Paolo Minardi reviews “Respighi: Works for piano and orchestra” on CLASSIC VOICE

Opere per pianoforte e orchestra
direttore Michele Carulli
orchestra Staatsorchester des Sachsische Landesbühnen
cd   Brilliant Classics 94055

Nel prudente sollevarsi del velo d’oblio che ha lungamente avvolto i nostri compositori del primo Novecento, quelli della “generazione dell’80” in particolare, tesi verso la cosiddetta “sprovicializzazione” e all’emancipazione della nostra musica dal giogo melodrammatico, non senza interesse affiorano le due composizioni di Respighi proposte da questo disco. Opere, appunto, rimaste nell’ombra rispetto ad altre partiture del compositore bolognese, Pini e Fontane di Roma soprattutto, le cui fortune non hanno mai conosciuto oscuramento, vuoi per quella particolare atmosfera di “impressionismo all’italiana” che per l’indubbio stimolo che l’abilità dell’orchestratore esercita sulle ambizioni virtuosistiche di molti direttori. Il riascolto della Toccata  e del Concerto in modo misolidio ci conferma come, rispetto anche alle ben più motivate creazioni operistiche, il rapporto con la nostra tradizione più lontana coltivato da Respighi fosse più pretestuoso che non profondamente innervato nel crogiolo creativo, come invece sarà per Pizzetti e Malipiero e, in maniera ancor più sciolta in Casella. Per dire come le etichette applicate ai Concerti e al Quartetto,  “gregoriano”, “misolidio”, “ dorico” e via dicendo  appaiono modelli sovrapposti ad un discorso ancora radicato nella tradizione sinfonica tardo ottocentesca, riplasmata  su movenze barocche non meno artificiose; e così per il pianismo, denso e sontuoso, virtuosistico anche, che avrebbe trovato, per il Concerto, interpreti prestigiosi quali Zecchi e Horowitz. Istanze peraltro impegnative di una scrittura manierata che vengono corrisposte con sicurezza dal pianismo solido di Sandro Ivo Bartoli.di Gian Paolo Minardi

Umberto Padroni reviews “Busoni: Fantasia contrappuntistica, Seven Elegies” on SUONO MAGAZINE

Busoni
Fantasia contrappuntistica
Seven Elegies, Sandro Ivo Bartoli, pf.
Classica – GenericaBrilliant
catalogo: 94223
durata: 72’52
Anno di uscita: 2011
Recensito su Suono n° 464 del 5-2012
Uomo di frontiera nel senso più ampio e profondo, Ferruccio Busoni (Empoli, 1866 – Berlino, 1924) partecipò, con una personalità forte e ricca di doti vincenti – di pianista, compositore e didatta – al travaglio della musica occidentale che inclinava alla sua ultima stagione. Nato in una famiglia musicale, pianista di dieci anni colse un significativo successo a Vienna, consacrato da Eduard Hanslick; a sedici anni Bologna lo nominò Accademico pianista, con diploma in composizione; non ancora ventenne a Vienna conobbe bene Brahms e avvicinò Čajkovskij, Grieg, Delius, Mahler; nel 1889 ebbe la cattedra di pianoforte a Helsinki e dal 1891 al 1894, quando finì per stabilirsi a Berlino, insegnò al New England Conservatory di Boston. Il giovane acclamato musicista non fu distratto dall’ascesa folgorante: le riflessioni te
oriche e culturali lo portarono a partecipare attivamente al “rinnovamento” della vita musicale in Italia ed in Europa: alla terra del padre egli guardò sempre con uno “sguardo lieto”, preso dal fascino di un’aura luminosa che rischiarava l’impegno compositivo: derivante forse dal lontano insegnamento operato dalla madre, Anna Weiss, ottima pianista di origini centro europee. Dalla collocazione a cavallo di due tradizioni e due culture derivarono a Busoni una solidità intellettuale straordinariamente feconda e nel contempo l’aspra sofferenza per le tensioni e le contrapposizioni della prima guerra mondiale: tragedia che lo indusse a un amaro isolamento.Se ha acquisito nel tempo altissima statura, la figura di Busoni appare oggi, sull’orizzonte del povero profilo culturale italiano, nelle sembianze di un Convitato di pietra: teorico imbronciato, stilista profetico ma inascoltato, che ha lasciato opere disattese o temute, guardate in tralice.Anche per questo preziosissima è la ricca esecuzione, a fronte alta, della capitale Fantasia contrappuntistica (1910), e delle rareSette Elegie (1908) dovuta a Sandro Ivo Bartoli, musicista globalmente destinatario di ogni lode.Umberto Padroni

Review of New Year Concert, by Riccardo Sordi

“Concert for the new year” at the Teatro della Rosa

BARTOLI SALUTES 2012 WITH A MESSAGE FULL OF HOPE

[highlights]

Bartoli’s technical abilities and interpretations were absolutely marvellous. One could sense his great mastery of the instrument in his care and in his touch that was capable of feather lightness and supreme power. Bartoli appeared to become one with the piano, almost as if the instrument needed all his physical might to give back fully what the pianist wanted. […] In the Lully, a work from the baroque era, Bartoli broke the chains of time and brushed away the centuries old dust from the score, demonstrating its astounding modernity. A wealth of tone colour and a powerfully expressive touch enriched an extraordinary piece such as the Bach-Busoni Chaconne, a wonderful work of a great formal complexity that Bartoli performed with great elegance and mastery […]. In the Mephisto Waltz No. 1 by  Liszt-Busoni, Bartoli gave a complex interpretation, a rare and precious testament of the visionary spirit of a great pianist upon the work of another.